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Con il Decreto Antifrode è stato introdotto l’obbligo di presentare il visto di conformità per tutte le agevolazioni fiscali relative alle spese edili.

Vale anche per chi vuole usufruire del Bonus caldaia?

Cos’è il visto di conformità?

Il visto di conformità è una certificazione utile ad attestare che il soggetto che richiede un bonus fiscale abbia effettivamente svolto tutta una serie di lavori congrui all’incentivo in questione.

In pratica si tratta di uno strumento dell’attività di controllo sulla corretta applicazione delle norme tributarie.

Attenzione a non confondere il visto di conformità con l’asseverazione: infatti il primo viene rilasciato da un commercialista o da un CAF abilitato, mentre l’asseverazione certifica la congruità delle spese per il lavoro, ed è rilasciata da un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra) per le opere svolte.

Fino a qualche settimana fa il visto di conformità era previsto solo in caso di fruizione del Superbonus 110% attraverso le modalità alternative della cessione del credito o dello sconto in fattura, ma adesso le cose sono diverse.

Infatti il Decreto Legge n. 157 dell’11 Novembre 2021 contenente «Misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche» (il cosiddetto Decreto Antifrode) ha stabilito nuovi obblighi per i contribuenti che vogliono usufruire dei Bonus casa e per i professionisti che li assistono.

La prima misura introdotta al fine di contrastare i comportamenti fraudolenti è stata proprio l’estensione del visto di conformità (art.1), che a partire dall’entrata in vigore del decreto sussiste non più solo per il Superbonus 110% (utilizzato sia tramite le modalità alternative di fruizione dell’incentivo sia tramite detrazione), ma anche per tutti gli altri Bonus edilizi (Bonus ristrutturazione, Bonus facciate, Ecobonus, Sismabonus) laddove si decida di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito, anziché della detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi.

L’obbligo vale anche per la sostituzione della caldaia?

Le nuove regole, per quanto necessarie per combattere gli illeciti, di fatto hanno triplicato gli adempimenti documentali per i professionisti, cosa che rischia di incidere pesantemente sulle tempistiche dell’esecuzione dei lavori e sull’efficacia degli incentivi. 

Perciò il governo ha ritenuto opportuno limitare il campo di applicazione del Decreto Antifrode e ha effettuato delle modifiche al testo della Legge di Bilancio 2022,  in modo da inserire alcune eccezioni all’attuazione del DL 157/2021.

In particolare, si specifica che il visto di conformità e l’asseverazione non sono obbligatori per i lavori che non superano i 10.000 euro, in modo da alleggerire gli adempimenti e gli oneri sugli interventi minori.

Dunque per piccoli interventi di mini edilizia che non superano tale cifra, come ad esempio la tinteggiatura della facciata, l’installazione della stufa a pellet o ancora, appunto, la sostituzione della caldaia, non sarà obbligatorio disporre di un visto di conformità e di una relazione riguardante i prezzi.

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